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1926 - 1931
Nel 1926, all'età di quattordici anni, si iscrive ad una scuola d'Arte annessa al Liceo di Lugano dove frequenta i corsi di ornato e plastica per tre anni.
La direzione dell'istituto e l'impostazione dei corsi sono organizzati come la tradizione esige: molta copia dal vero, richiesta del disegno come base di ogni attività, abitudine ai gessi e al modellaggio con creta. Vige lo stimolo del premio finale nella forma di borsa di studio, come incitamento al confronto e al superamento.
Maraja a sedici anni vince il Premio Maraini per la plastica.
Nel marzo del 1928 la "Squilla italica" di Lugano pubblica un eccezionale ritratto del Duce e mette in risalto "...l'esecutore non ancora sedicenne, alfiere del Gruppo Balilla di Lugano Libico Romano Maraja".
La magia dell'arte di Libico Maraja si rivela quando a Lugano Elvezio Grassi gli affida le decorazioni del patio in una sala del Bar Argentino.
A diciassette anni idea ed esegue una dozzina di piccoli pannelli sceneggianti la vita delle pampas, diventando artista ufficiale del Bar Argentino come decoratore, caricaturista e cartellonista.
Nel medesimo anno termina la scuola ottenendo un eccellente risultato: "...massimo dei punti e con le simpatie e le lodi più sincere del corpo degli insegnanti e degli esaminatori, a cominciare dal direttore professor Poretti, dallo scultore Vassalli e dal professor Carloni, che l'ebbero particolarmente caro".
Le poche testimonianze di questo periodo fanno pensare che la formazione scolastica ha senz'altro orientato Maraja a ricercare un disegno analitico che si discosta, perlomeno inizialmente, dalle maniere moderne.
La sua è un'arte di tendenza, legata in particolare all'imitazione della figura e della natura.
L"Autoritratto" del 1928 è un esempio carico di richiami romantici.
La tendenza alle forme moderne è confermata da due opere futuriste: "Partita di calcio" del 1928 e "Ritratto dell'amico musicista Louis Guy de Combes" del 1930.
Al dicembre 1929 risalgono le incisioni d'ispirazione simbolista "Alere flammam" pro Ospedale Italiano, importanti perchè rivelano una precisione di segno e un'analisi anatomica che rimarranno sempre caratteristiche tipiche di Maraja.
Il desiderio di conoscere lo porta negli anni Trenta a tentare anche la strada dell'affresco. Suo maestro è il pittore Bonafedi di Firenze, con il quale restaura a Gironico, in Valle Leventina, Svizzera, la Casa degli Stemmi.
Aplica poi le conoscenze acquisite a Lazise, sul Lago di Garda, per decorare il battistero.
Il figurativo resta dominante nella documentazione degli anni Trenta. La sicurezza acquisita appare nei ritratti, per i quali viene richiesto e apprezzato, e nei paesaggi, dove il taglio ricorda il realismo dell'800.
Opere a olio, datate all'inizio degli anni Trenta, permettono collegamenti con il Simbolismo, con il Divisionismo e con il Protofuturismo italiano.
Appare già intuibile in Maraja quella tendenza che lo farà maestro nel perfezionare la figura entro scene che creano suggestioni.
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