| La Vita |
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Gli anni fra Como e a Milano Nel 1938 illustra il suo primo libro per l'infanzia: "La storia di Cicc", di Alma Chiesa, mentre l'anno dopo si sposa con Chiara Colombo, figlia di un noto musicista, che nel 1940 dà alla luce il primo figlio, Marzio. Nello stesso anno si trasferisce a Milano. Collabora con la ditta IMA Pubblicità, per la quale illustra copertine di dischi e spartiti musicali per le Messaggerie Musicali nonché due fiabe per la casa editrice Alpe. L'esperienza come grafico nello studio ALA, le sperimentazioni di scenografia e di costumi teatrali realizzate per la Casa d'Italia, sono per Libico Maraja un prezioso bagaglio di esperienze che gli tornerà utile quando, nel 1941, la IMA Pubblicità diventerà IMA Film per realizzare il primo lungometraggio a disegni animati a colori italiano: "La Rosa di Bagdad", di Anton Gino Domeneghini. Maraja è nominato capo scenografo e cartoonista. Il contratto con la IMA sarà uno dei momenti più preziosi per il perfezionamento della professione e per quella che sarà la scelta di vita futura. La sua arte si arricchisce e si connota sempre più per una fantasiosa ingegnosità e per il progressivo evolversi e specializzarsi della tecnica. Nel 1947, dopo un periodo di separazione conseguente alla fine della guerra, la famiglia Maraja, cui s'è aggiunto nel 1946 il piccolo Francesco, si trasferisce a Moltrasio. Inizia ad illustrare le copertine dei quaderni Pigna. Nel 1950 illustra "Il mio mondo", primo sussidiario a colori pubblicato in Italia per conto della Società Editrice Cinematografica. Due anni dopo, nel 1952, inizia la collaborazione con la casa editrice Fabbri. Tale rapporto durerà fino alla morte di Maraja e darà vita ad una produzione ricchissima, nella quale spiccherà, nel 1955, "Le avventure di Pinocchio". Sviluppa anche fumetti per la Mondadori nella serie delle avventure di "Faust e Metistofele" ed i primi classici illustrati per l'Editore Conte, poi per Carroccio e per Aristea, quindi per Baldini & Castoldi, tutti del capoluogo lombardo. Nel 1954 ritorna a Como, luogo in cui intensifica tra le varie attività anche quella di pittore da cavalletto approfondendo le sue ricerche nel campo dell'astrattismo comasco insieme a Rho, Radice, Badiali, Galli e Salardi. Si fa apprezzare per le caricature di satira politica su "Ol Tivan", settimanale di Como e provincia.
Consacrazione internazionale Gli ultimi anni Nel 1981 la casa editrice giapponese Shogakukan riconosce all'artista comasco, tramite la Fabbri, un premio speciale per le opere illustrate nella sua collana "Biografie". Lima-san, appellativo conferitogli dagli editori giapponesi, declina a malincuore l'invito per motivi di salute. L'anno dopo la città di Como gli dedica un'importante mostra antologica comprendente opere dal 1928 al 1982; in quest'occasione si è provveduto ad una catalogazione di buona parte della sua produzione artistica. Anche Lugano riserva alle sue illustrazioni di Pinocchio uno spazio privilegiato, permettendogli di rientrare trionfalmente nella città che aveva dovuto lasciare. Realizza i costumi e le scenografie per il balletto "La ballata di Pinocchio", rappresentato a Erba (Co). Muore a Montorfano (Co) il 30 dicembre 1983, all'età di 71 anni, dopo aver chiesto una matita e un foglio di carta per tracciare segni, forse parole: un ultimo, indecifrabile messaggio. |